Biblioteche anno zero

Parma, 23 settembre 2017

La sostituzione di Laura Ferraris con Michele Guerra, giovane docente di Cinema dell’Università di Parma, già delegato durante il mandato Borghi con delega alle attività culturali, si potrebbe configurare come scelta illuminata da parte del Sindaco. Un assessore alla Cultura considerato “progressista” e in grado di dialogare con la città all’interno di una giunta civica è un esperimento già praticato, con risultati alterni, durante le giunte Ubaldi e Vignali.
I prossimi mesi potrebbero essere proficui per le Biblioteche Comunali di Parma. In effetti, vi sono enormi margini di miglioramento, dopo le passate gestioni (Lasagna 2007-2009; Sommi 2009-2011; Ferraris 2012-2017) che hanno visto, per mancanza di risorse, di interesse, soprattutto di capacità, l’acuirsi di uno stato di crisi già iniziato anni prima.
Mentre le reti bibliotecarie di diverse città emiliane si rafforzavano e fiorivano, Parma è rimasta indietro (e così la sua provincia: poco più di 400.000 prestiti rispetto ai circa 1.500.000 di Reggio).
Durante l’assessorato Ferraris abbiamo più volte denunciato errori, mancanze, incongruenze e chiusure. Per citarne alcuni:

  • il calo delle presenze degli utenti;

  • la rimozione delle statistiche dei prestiti, dopo la nostra denuncia riguardante il calo di parecchi punti percentuali in alcune biblioteche comunali (Bizzozero, Balestrazzi);

  • la sostanziale eliminazione dell’Emeroteca comunale, ridotta a semplice spazio riviste della Civica: ricordiamo i teli frettolosamente stesi sui mucchi di riviste gettate nel Sottocrociera, a coprire l’imbarazzante pensata;

  • la frettolosa rimozione dei volontari Auser, che comportò una riduzione dei servizi;

  • il tentativo (per ora fallito) di smantellare il Centro Cinema, a colpi di contraddittorie determine dirigenziali;

  • le dichiarazioni rese dalla Ferraris alla Commissione Cultura sulla non necessità di seguire il programma elettorale della lista che aveva espresso la giunta in cui militava;

  • l’esternalizzazione sempre più diffusa, accompagnata dalla mancata attenzione per il personale interno;

  • un piano per le biblioteche nell’Ospedale Vecchio non condiviso con la cittadinanza.

Le polemiche che hanno interessato teatri, singoli artisti, collettivi, avrebbero bisogno di un (lungo) articolo a sé. Il fronte critico, pur non coeso, è stato di ampiezza rara per la storia di Parma.
Il decisionismo dell’assessore, oltre a far danni, non ha compensato la sensazione che ben scarso, nella giunta Pizzarotti 1, fosse il peso politico dei temi culturali, relegati a ruoli promozionali e di facciata, considerati come tema turistico (il concerto di Arbore fu “merito” di Cristiano Casa) o di Lavori Pubblici (le decisioni sugli edifici classificati come beni culturali sono passate sin dal 2012 nelle mani di Michele Alinovi, funzioni comprese).
Va detto che le scarse risorse di bilancio destinate alla cultura hanno costituito, e questa è una responsabilità grave del Sindaco Pizzarotti, l’angusto contesto in cui l’assessore Ferraris si è trovata ad agire. Passiamo oltre.

Riflettere sul ruolo delle biblioteche nei quartieri e nella città: una proposta all’assessore Guerra

Gentile Assessore,

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Leggere tra le ruspe: incontri con le liste elettorali

Parma, 14 maggio 2017

In questi giorni siamo stati contattati dai rappresentanti di alcune liste candidate alle prossime elezioni amministrative, per incontri di carattere informativo sui temi che da anni affrontiamo: la crisi delle Biblioteche Comunali, le minacce al Centro Cinema, il futuro dell’Ospedale Vecchio, le politiche culturali indirizzate alla popolazione.
Nulla cambia, per noi, rispetto alla campagna elettorale del 2012: come comitato di utenti delle Biblioteche, non appoggeremo nessuna lista.

Ovviamente le esperienze portano alcuni insegnamenti: denunciavamo gli sfaceli prodotti dalla Giunta Vignali e dell’assessorato Sommi; partecipavamo agli incontri dei comitati col commissario Ciclosi; eravamo presenti ai dibattiti sulla cultura a Parma durante la campagna elettorale 2012; assistevamo increduli alla seduta di Commissione Cultura del 18 settembre 2014, quando l’assessore Ferraris disconosceva, in sostanza, lo stesso programma elettorale del partito che l’aveva scelta.

La crisi delle Biblioteche dura da troppi anni: ogni volta che assistiamo agli eventi culturali così pubblicizzati, pensiamo alle pietose cifre dei prestiti bibliotecari, al trattamento riservato a tante istituzioni culturali di Parma (Emeroteca, Centro Cinema, Biblioteche Bizzozero, Balestrazzi, ecc.); pensiamo al continuo ricorso alle esternalizzazioni, alle scelte improvvisate (sede della Biblioteca di Alice), allo svilimento del lavoro bibliotecario.

I problemi della cultura a Parma hanno trovato, con poche eccezioni, scarso interesse da parte dei soggetti politici rappresentati in Consiglio.
Vale comunque la pena, a nostro avviso, lavorare affinché queste tematiche trovino maggiore spazio nella campagna elettorale.

La crisi delle biblioteche è crisi della memoria, la crisi della cultura prelude alla crisi civile. La perdita di memoria storica, di abitudine al pensiero critico, alla complessità, non è estranea al proliferare di gruppi e persino di liste elettorali più o meno esplicitamente razziste e fasciste.

Lottare per un’offerta culturale ampia, libera, rivolta alle classi popolari e non sottomessa alle logiche di mercato passa attraverso un forte sistema di biblioteche pubbliche: questo lo scopo per cui ci muoviamo.

Comitato utenti Biblioteche Leggere tra le ruspe – Parma

CENTRO CINEMA – SITO VIETATO AI CITTADINI

3 marzo 2017
“Ma fin dall’inizio alla Ferraris
va riconosciuto di aver fatto un gran lavoro, 
più silenzioso, sulle strutture, ristrutturando edifici,
 riorganizzando le biblioteche…”
(Gloria Bianchino, L’Espresso, ottobre 2016)
Il Comune di Parma ha deciso, senza nessun avviso, di eliminare il sito web del Centro Cinema “Lino Ventura”.
L’utente alla ricerca di informazioni, da qualche settimana si trova davanti una pagina, molto striminzita, del portale biblioteche del Comune di Parma.
Una notevole mole di immagini, articoli, idee, frutto delle attività promosse in anni recenti sotto la direzione di Giacomo Agostini non è più a disposizione dei cittadini.

Ricordiamoci i contributi che il Lino Ventura ha messo in campo sia nella formazione di giovani registi e video maker, sia nella divulgazione culturale generale grazie ad esperti come Ferdinando Lauretani o Michel Ocelot , grazie a tecnici come Francesco Interlandi, ad operatori ed operatrici della cultura Leo Ortolani, Francesca Dosi, Chiara Ricci, Alice Camattini, Michele Guerra e molti altri.Tutto questo patrimonio storico sta per essere distrutto, la sbiadita e insipida paginetta internet del falso Centro cinema Lino Ventura lo dice chiaramente.

Fortunatamente la rete conserva tracce del vecchio sito e ci ha consentito di salvare buona parte del materiale rimosso. Lo mettiamo volentieri a disposizione di tutti a fondo pagina, perché ci si renda conto del lavoro che ha generato e fatto vivere il Centro Cinema, sino a quando non è arrivata la scure dei tagli sotto l’assessore Sommi (tagli confermati dall’assessore uscente Ferraris).
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La Grande Bellezza dell’Oltretorrente

17 febbraio 2017

I Cittadini Volontari del quartiere Oltretorrente hanno organizzato una iniziativa meritevole che vede al centro il Lino Ventura e il cinema D’Azeglio: si tratta di un video-concorso per gli studenti delle scuole e delle sedi universitarie oltretorrentine (e sono tante) dedicato appunto al quartiere ded’la da l’aqua.
la-grande-bellezza-delloltretorrente-locandina1A dimostrazione di un concetto che ripetiamo da quasi 3 anni – ovvero che basterebbe pochissimo per far vivere e sfruttare al meglio questo spazio della cultura cinematografica in città.
Quasi 3 anni da quell’estate  2014 in cui scoprimmo che la Ferraris e la giunta Pizzarotti intendevano chiudere di soppiatto quel presidio di cultura e socialità che era il Centro Cinema Lino Ventura (vedi qui).
Testardamente e per motivi mai chiariti sino in fondo questi politici vogliono la morte del Centro Cinema in via d’Azeglio, ma ora è giunto il momento del redde rationem anche per loro e non abbiamo alcun dubbio su come i parmigiani giudicheranno il loro operato sulla scheda elettorale.

Comitato Utenti Biblioteche Leggere tra le ruspe – Parma

I bastonatori e le biblioteche

10 febbraio 2017

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Questa foto da sola racconta meglio di moltissime analisi e discussioni politiche a quale livello di barbarie e di insensatezza sia giunta la società in cui viviamo: una carica di celerini tra i tavoli della biblioteca della Facoltà di Lettere di Bologna occupata e autogestita dagli studenti.
Nelle convulsioni di una crisi economica che ha paragoni solo con gli anni ’30 del secolo scorso, il governo della società è sempre più gestito col bastone e la violenza legalizzata dello Stato, le mediazioni politiche saltano e si ricorre ai picchiatori in divisa persino per questioni come questa, che 10 o 20 anni fa avrebbero visto altri sviluppi del confronto politico.
Non possiamo non pensare alla immagine – tratta dal film Fahrenheit 451 – che da sempre accompagna la nostra azione in difesa delle biblioteche pubbliche e ci rendiamo conto di quanto mai oggi sia attuale.

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Qui sotto la stessa biblioteca quando ospitava altri e ben più civili utenti che non i barbari in divisa blu.

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Visto che queste cose avvengono nella Bologna governata dal PD e che gli uomini vestiti di blu con i bastoni sono alle dipendenze del signor Minniti, ministro degli Interni per conto dello stesso partito, chiederemo presto cosa ne pensano i 3 candidati del PD di Parma (Scarpa, Costi e Alimadhi) di questo modo di gestire le cose e se hanno intenzione di applicarlo a Parma.

Comitato Utenti Biblioteche Leggere tra le ruspe – Parma

1,2 + 1,3 = 17 ? Osservazioni sulla disinvolta matematica dell’Assessore Alinovi

9 febbraio 2017
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Nel pieno della campagna elettorale possono avvenire miracoli, soprattutto di tipo contabile.
L’artefice di uno di questi miracoli è l’assessore Alinovi del Comune di Parma che in una serie di interviste ai quotidiani locali comunica alla città di essere riuscito a trasformare magicamente  2,5 milioni di euro nella ben più cospicua somma di 17 milioni, destinati a completare il restauro dell’Ospedale Vecchio di Parma.
Vediamo come ci è riuscito.
Semplicemente ha dichiarato che 17 milioni provengono dalla addizione  di 4 milioni destinati al restauro attualmente in atto della Biblioteca Civica, ovvero del cortile Nord Ovest dell’Ospedale Vecchio, più 4,7 milioni generati da una variazione di bilancio appena effettuata, più 1,3 milioni che provengono dai fondi europei POR-FESR 2014-2020 tramite la Regione, più 6 milioni di euro che provengono dal Piano Periferie lanciato dal governo Renzi nel 2016 e infine un milione non meglio specificato che proverrebbe ancora dalle casse del Comune di Parma.
Facendo i conti risulterebbe: 4 + 4,7 + 1,3 + 6 + 1 = 17
Ci perdoni Alinovi, ma affetti come siamo da incurabile sfiducia verso l’operato suo e di questa Giunta, siamo andati a spulciare un po’ di fonti, tra le quali la delibera di Consiglio n.7/2017 e abbiamo scoperto che questi soldi in buona parte non esistono, poiché solo di 2,5 milioni abbiamo trovato conferme in atti ufficiali.

1) Cominciamo dai presunti 4 milioni per la Biblioteca Civica: qui i lavori sono effettivamente  iniziati in luglio 2016 sulla base della delibera di Giunta comunale  n. 413 del 30 dicembre 2015 la quale stabilisce l’impegno del Comune per la ristrutturazione antisismica, del tetto e degli impianti della Civica per un totale di euro 1.188.000, non di 4 milioni di euro.
2) Altri milioni presunti sono i 4,7 che la variazione di bilancio appena approvata assegna all’Ospedale Vecchio: si tratta di impegni molto generici assunti nel “Programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019”, documento le cui coperture economiche sono spesso alquanto  ipotetiche e oltretutto in questo caso  completamente a debito, segno evidente che soldi veri non ce ne sono.
Prendiamo  alcuni  “Programmi triennali…” del passato e capiremo quanto volatili siano le previsioni che contiene:  c’era  l’impegno a spendere 5,2 milioni nel progetto “Chiostri del Correggio” al S.Paolo nel triennio 2016-18 che adesso si riducono a  1,5 tra 2018 e 2019, oppure a  spendere 4,3 milioni di euro durante il 2016 per la riqualificazione dell’edificio ex-Csac di via Palermo che ora finiscono al 2019.
Eppure questa lista dei desideri Alinovi ce la vende come cosa concreta e assolutamente certa….
3) Il finanziamento regionale da 1,3 milioni esiste effettivamente, la conferma sta nell’atto con cui la Regione Emilia Romagna il 24 ottobre 2016 ha deciso l’approvazione della graduatoria di finanziamento ai  progetti presentati per i fondi europei POR-FESR 2014-2020, tra cui quello presentato dal Comune di Parma per l’Ospedale Vecchio per un ammontare di 1.200.000 euro, chissà perché Alinovi ha detto che c’erano 100.000 euro in più?
4) la storia dei 6 milioni che dovrebbero provenire  dal Piano Periferie di Renzi è imbarazzante: recita infatti il Decreto del Presidente del Consiglio n.1206 del 6 dicembre 2016, contenente la graduatoria dei progetti che in parte verranno finanziati dal Piano periferie (lanciato dal governo Renzi nel 2016), che “ i progetti dal numero 1 al numero 24 sono finanziati con le risorse di cui all’articolo 1, comma 978, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, mentre gli ulteriori progetti saranno finanziati con le risorse che saranno successivamente disponibili.”
Ora, il progetto presentato dal Comune di Parma per un totale  di 18 milioni di euro si è classificato al 79° posto (vedi graduatoria-bando-periferie) per cui dubitiamo fortemente che tale finanziamento verrà erogato nei prossimi anni. Prudentemente Alinovi ha spostato l’utilizzo di tale ipotetica somma al 2019, sarebbe stato bello che avesse calcolato anche le probabilità che il finanziamento arrivi realmente (ci ricordiamo bene di quando la sua collega Ferraris, dopo la sconfitta della candidatura di Parma come Capitale della cultura 2017, annunciava trionfalmente buone possibilità di vincere il titolo nel 2018).
5) l’ultimo milione di euro a cui fa riferimento Alinovi  è  frutto dei vincoli che il Bando del  “Piano Periferie” imponeva alle amministrazioni che hanno scelto di partecipare al bando medesimo: si tratta di soldi aventi la medesima  natura  aleatoria  di  quelli del governo (che non arriveranno data la 79° posizione ottenuta nella graduatoria) e oltretutto saranno anch’essi reperiti a debito.

Riassumendo: 1,2 milioni più 1,3 per un totale di 2,5 milioni esistono davvero, gli altri costituiscono solo promesse elettorali giocate da una Giunta screditata che ha ben poco da perdere nel  prefigurare futuri e  faraonici impegni di spesa, tanto  tra poco non saranno più loro a governare la città.
Sono passati 5 anni dalla vittoria di Pizzarotti nel maggio 2012: era in questi 5 anni che andavano trovati soldi, fatti i progetti e iniziati i cantieri per salvare l’Ospedale vecchio dalla rovina….troppo comodo adesso parlare a vanvera di decine di milioni per il futuro, promesse di carta straccia a cui nessuno crede più.

Comitato Utenti Biblioteche Leggere tra le ruspe – Parma

Non era per la polenta: due parole sulla presenza delle Forze dell’Ordine sotto i portici dell’Ospedale Vecchio

19 dicembre 2016

Negli ultimi cinque anni i comitati dell’Ospedale Vecchio hanno organizzato diversi presidi in difesa del complesso monumentale e delle sue istituzioni culturali, minacciate dalla speculazione privata (project financing) o dalla malagestione pubblica (Centro Cinema, Emeroteca, Biblioteche, ecc.)
In queste occasioni la presenza delle Forze dell’Ordine si è sempre manifestata al più col passaggio di alcuni vigili: in realtà  strada D’Azeglio è molto trafficata, e non siamo certi che i passaggi fossero dovuti a questo o ad altro motivo.
Sabato invece abbiamo potuto notare, un po’ stupiti, la CONTINUATIVA presenza di circa una decina di poliziotti e carabinieri a poca distanza dall’ironico e pacifico presidio.
Solo il giorno dopo, mentre i nostri amici No TiBre organizzavano un “buffet freddo” nei pressi del cantiere della devastante opera, ci siamo resi conto dei motivi della presenza.
Dopo essere stati fermati per un controllo documenti e vista la massiccia presenza di macchine di Polizia e Carabinieri, i NoTiBre hanno pensato di spostare il loro presidio. 
Di fatto, è stata ostacolata un’azione pacifica e libera di attaccamento al territorio, nelle stesse settimane in cui un colossale attacco all’ambiente, lo spezzone Fontevivo-Trecasali, pagato da tutti gli automobilisti che percorrono l’autostrada Parma Mare, si sta svolgendo senza ostacoli.
Mentre circolano in rete gli articoli e i video della bella esperienza di sabato 17, che ha informato parecchi parmigiani su quanto accade a pochi km, contiamo di poter manifestare ancora solidarietà all’assemblea No TiBre.
Iniziamo con queste righe, che speriamo siano condivise da tutti coloro che ritengono fondamentale la tutela della libertà di espressione del dissenso e dell’informazione libera da interessi imprenditoriali.
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Ambulatorio Ospedale Vecchio
Comitato Utenti Biblioteche Leggere tra le ruspe – Parma